Con Astolfo e l'Ippogrifo sulla Luna, tra le ampolle. Alla ricerca delle #cosePerse

Di cosa è fatta l’Audacia?

Di cosa è fatta l’Audacia?

Praticamente io dal momento in cui i miei denti hanno iniziato la stagione del cambiamento ho iniziato un’avventura di raggiri.

Mio padre mi controllava spessissimo la dentatura come ai cavalli, perché si ostinava a ripetere che se non toglievo subito i denti dondolanti quelli sotto sarebbero cresciuti storti. E, nel caso solo si muovessero, me li toglieva al volo con due dita, pronti via. Ma non c’era solo lui. C’era anche mia nonna. La nonna Bis, per intenderci. Lei usava un altro metodo molto più creativo, ispirato probabilmente al filo d’Arianna. Il filo lo legava da una parte al dente e, dall’altra estremità, alla maniglia di una porta. Poi di fatto le bastava aprire la porta… serviva per non perdersi d’animo e a perdere il dente!

Va da sé che nel momento stesso in cui un dente mi dondolava cominciavo a escogitare metodi per aggirare i controlli. Il più geniale dei quali era nascondermi sotto al letto.
Ieri sono andata a prendere Unadidue a scuola e lei mi aspettava con un sorrisone incredibile: le mancava un dentino! Quello che le era sbucato il 24 febbraio del 2012, ricordo bene.

Se lo è tolta lei con due dita, presa dall’entusiasmo di poter avere anche lei una finestrella come i suoi due compagni di classe! Le ho proposto di metterlo sotto al cuscino per ricevere in cambio un regalo della fatina dei denti. Ma lei si è rifiutata: “no mamma! Il mio dentino lo tengo io, è troppo prezioso!”

Di cosa è fatta l’audacia?
L’audacia è fatta di supposizioni che non si vedono ma che smuovono. L’audacia è quella che dentro alla nebbia, invece che ispirare delle preoccupazioni, spinge a pensare al mare delle possibilità!

L’audacia sono due dita che da sole possono levare un dentino mosse dall’entusiasmo della possibilità di aprire una nuova finestra sul mondo.



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