Tag: bambini

Una storia da indossare

Una storia da indossare

La mattina prendere un caffè è un gesto che riconosco come corroborante. Credo che per molti lo sia. Secondo me dietro a questa abitudine si nasconde un principio cardine. Il caffè lo devi preparare. Prima non c’è, poi c’è. Resta una di quelle poche cose…

La prima pagella è rotonda

La prima pagella è rotonda

Sono stata a prendere la Sua pagella. La prima, della sua classe prima (di ben 3 alunni). Una giornata rotonda, che rotonda per me è la gioia. Mi ha emozionato una cosa sopra a tutte: quel suo nome scritto sopra. Il Suo. Che se mi…

La Befana e l’imperfezione che si fa incanto

La Befana e l’imperfezione che si fa incanto

Ci sono anche le mele raccolte dall’albero, quelle perfette. Ma ci sono anche le mele rotolate a terra, quelle tutte ammaccate.
Quelle che si sono lasciate andare, che hanno mollato la presa. Che sulla buccia raccontano i segni dell’atterraggio. Del movimento.
La perfezione spesso è il risultato della stasi, come quella mela che non ha avuto il coraggio di lasciarsi andare e rotolare.
È stato bello restare appesi dentro queste feste, anzi bellissimo. Ma adesso sono pronta a rotolare…

E io alla Befana le voglio particolarmente bene.

Lei ti racconta una fine ma con dolcezza.
Ti racconta il coraggio di mollare la presa dalla perfezione dei giorni di festa per rotolare dentro all’arcano della quotidianità senza paura dei segni che ti possono intaccare.
Ti racconta che, se molli la presa, ricomincia tutto.
Ti racconta l’imperfezione che si fa incanto.

{Che poi ogni giorno finisce.
Che poi ogni giorno comincia} .
🍎🎉🍎🎉🍎


(E poi vabbhè da un melo non ci casca un pero, ipse dixit)

La ricetta perfetta

La ricetta perfetta

Quando chiedo una ricetta di qualcosa a mia nonna lei mi risponde sempre che la ricetta perfetta è saper fare con quello che c’è! 😶😶😶 In effetti ogni giorno ha i suoi ingredienti. Poi sta a chi ci vive dentro (a quel giorno) tirarli fuori e…

Buona Vigilia, che vuol dire lasciare nascere

Buona Vigilia, che vuol dire lasciare nascere

Mio nonno, quello morbido, è morto la notte della Vigilia. Io mi ricordo quando l’ho guardato. Che non avrei voluto, ma l’ho guardato. E l’ho visto tutto avvolto di ricordi belli. Che in un attimo ti rendi conto cosa sono i ricordi. Sono quella cosa…

L’Emozione, quando va in scena

L’Emozione, quando va in scena

L’emozione, quando va in scena, è fatta così.
Assomiglia tanto al bisogno di scostare il sipario calato sul mondo, intorno a quello che è fuori da te.
Assomiglia tanto al bisogno di stringersi dentro ad un abbraccio, intorno a quello che è dentro di te.

Ci sono tre cose che adoro del Natale:

  1. Spelare le arachidi su una tovaglia e farci sopra dei disegni con le briciole.
  2. Sbucciare i mandarini e mettere la buccia ad arrostire sulla stufa.
  3. Sgranare gli occhi durante le recite di Natale e sentire perfettamente il profumo dell’emozione.

Quella dei bimbi, delle mamme, dei papà, dei nonni, degli zii, dei pensieri, delle opinioni, dei propositi, dei timori, dei ricordi.
Quella che era rimasta lì sommersa e all’improvviso scappa fuori dagli occhi e ti costringe i muscoli facciali ad una danza incontrollabile.

L’emozione, quando va in scena, è fatta così:
Rende tutti diversamente uguali
✨✨✨✨✨

Riempirsi della prospettiva di uno sguardo

Riempirsi della prospettiva di uno sguardo

È bello scoprire che nella vita ci sono milioni di strade possibili. È ancora più bello però quando ti trovi a percorrere quella strada che ti fa dimenticare del fatto che possano esisterne altre milioni, perché quella su cui stai correndo è incorniciata coi tuoi…

Sul loro tempo

Sul loro tempo

Quando vado ai colloqui con le maestre dei miei bimbi la cosa che mi solletica di più il condotto lacrimale, è la percezione della loro effettiva esistenza. Cioè, mi spiego meglio, io lo so che loro esistono, eccome. Ne ho le prove quotidiane. Ma quando…

Con indosso gli occhi di un bambino

Con indosso gli occhi di un bambino

E poi Dicembre è il mese di Babbo Natale, dei folletti.

Di tutte quelle cose che non le hai mai viste.

E diciamocelo, spesso un modo facile per crederci davvero, resta vedere.
Ma tu la vedi la fame? La vedi la sete? La vedi la stanchezza?
Eppure tanto spesso sono loro a scandirti i giorni.
E la vedi la tenerezza? La vedi la gioia? Lo vedi l’amore?
Eppure tanto spesso sono loro a scandirti il senso dei giorni.

Ci sono cose che non ho mai visto, ma da quando guardo il mondo con voi, ho ricominciato a crederci.
Perché diciamocelo certe cose si raccontano meglio quando ti ricordi che crederci vuol dire indossare gli occhi di un bambino.

{E allora vedi tutto meglio, anche i folletti}

Che crederci, CREDERE, resta un verbo adorabile!
💫💫💫💫💫

Di cosa è fatta l’Audacia?

Di cosa è fatta l’Audacia?

Praticamente io dal momento in cui i miei denti hanno iniziato la stagione del cambiamento ho iniziato un’avventura di raggiri. Mio padre mi controllava spessissimo la dentatura come ai cavalli, perché si ostinava a ripetere che se non toglievo subito i denti dondolanti quelli sotto…