Tag: bimbi

La prima pagella è rotonda

La prima pagella è rotonda

Sono stata a prendere la Sua pagella. La prima, della sua classe prima (di ben 3 alunni). Una giornata rotonda, che rotonda per me è la gioia. Mi ha emozionato una cosa sopra a tutte: quel suo nome scritto sopra. Il Suo. Che se mi…

La Befana e l’imperfezione che si fa incanto

La Befana e l’imperfezione che si fa incanto

Ci sono anche le mele raccolte dall’albero, quelle perfette. Ma ci sono anche le mele rotolate a terra, quelle tutte ammaccate. Quelle che si sono lasciate andare, che hanno mollato la presa. Che sulla buccia raccontano i segni dell’atterraggio. Del movimento. La perfezione spesso è…

Buona Vigilia, che vuol dire lasciare nascere

Buona Vigilia, che vuol dire lasciare nascere

Mio nonno, quello morbido, è morto la notte della Vigilia.

Io mi ricordo quando l’ho guardato. Che non avrei voluto, ma l’ho guardato. E l’ho visto tutto avvolto di ricordi belli. Che in un attimo ti rendi conto cosa sono i ricordi.

Sono quella cosa che non torna.
Ma sono anche quella cosa che c’è stata.

Da quella volta la Vigilia resta una festa che mi piace vivere dentro casa con tutta la mia grande famiglia, fatta di tanta abbondanza (raccontata tutta nel formato XXL del caro pentolone Nindo).

L’abbondanza di quello che conta.

Di confusione, risate, briciole tante, padelle, tegami, baccalà, i miei funghi, risotto, rape rosse, mandarini, arachidi. Di abbondanza che abbia quella personalità inconfondibile, che solo quando c’è può diventare ricordo.

Un ricordo morbido che non torna ma perché c’è stato.
Buona Vigilia
{che vuol dire lasciare nascere}
🎄🎄🎄🎄🎄

L’Emozione, quando va in scena

L’Emozione, quando va in scena

L’emozione, quando va in scena, è fatta così. Assomiglia tanto al bisogno di scostare il sipario calato sul mondo, intorno a quello che è fuori da te. Assomiglia tanto al bisogno di stringersi dentro ad un abbraccio, intorno a quello che è dentro di te.…

Con indosso gli occhi di un bambino

Con indosso gli occhi di un bambino

E poi Dicembre è il mese di Babbo Natale, dei folletti. Di tutte quelle cose che non le hai mai viste. E diciamocelo, spesso un modo facile per crederci davvero, resta vedere. Ma tu la vedi la fame? La vedi la sete? La vedi la…

Di cosa è fatta l’Audacia?

Di cosa è fatta l’Audacia?

Praticamente io dal momento in cui i miei denti hanno iniziato la stagione del cambiamento ho iniziato un’avventura di raggiri.

Mio padre mi controllava spessissimo la dentatura come ai cavalli, perché si ostinava a ripetere che se non toglievo subito i denti dondolanti quelli sotto sarebbero cresciuti storti. E, nel caso solo si muovessero, me li toglieva al volo con due dita, pronti via. Ma non c’era solo lui. C’era anche mia nonna. La nonna Bis, per intenderci. Lei usava un altro metodo molto più creativo, ispirato probabilmente al filo d’Arianna. Il filo lo legava da una parte al dente e, dall’altra estremità, alla maniglia di una porta. Poi di fatto le bastava aprire la porta… serviva per non perdersi d’animo e a perdere il dente!

Va da sé che nel momento stesso in cui un dente mi dondolava cominciavo a escogitare metodi per aggirare i controlli. Il più geniale dei quali era nascondermi sotto al letto.
Ieri sono andata a prendere Unadidue a scuola e lei mi aspettava con un sorrisone incredibile: le mancava un dentino! Quello che le era sbucato il 24 febbraio del 2012, ricordo bene.

Se lo è tolta lei con due dita, presa dall’entusiasmo di poter avere anche lei una finestrella come i suoi due compagni di classe! Le ho proposto di metterlo sotto al cuscino per ricevere in cambio un regalo della fatina dei denti. Ma lei si è rifiutata: “no mamma! Il mio dentino lo tengo io, è troppo prezioso!”

Di cosa è fatta l’audacia?
L’audacia è fatta di supposizioni che non si vedono ma che smuovono. L’audacia è quella che dentro alla nebbia, invece che ispirare delle preoccupazioni, spinge a pensare al mare delle possibilità!

L’audacia sono due dita che da sole possono levare un dentino mosse dall’entusiasmo della possibilità di aprire una nuova finestra sul mondo.

la Tenerezza per scrivere certezze

la Tenerezza per scrivere certezze

Per questo Black Friday vi propongo in offerta una scatolina. Perché mi piacerebbero tante cose, figurati. Ma una cosa, fra tutte, sarebbe questa: mi piacerebbe mettervi a disposizione una scatolina per i vostri ricordi. E lì ci poserei dentro, oltre a tanto spazio, il suono…

Qui ancora non è Natale, ma meraviglia sì

Qui ancora non è Natale, ma meraviglia sì

Qui da noi ancora non è Natale. Novembre qui è fatto di foglie sempre appese ma poche, di rami che sembrano mani che si allungano a solleticare le nuvole, di buio che arriva presto e ti entra col freddo dalle narici, che alzi il mento…

Tutta colpa della biro cancellabile

Tutta colpa della biro cancellabile

La Domenica ci si siede, a volte. E capita spesso che poi, fermandosi, comincino a muoversi disordinatamente i pensieri. Ti si muovano davanti senza una precisa regia.

Oggi sono rimasta un po’ intrappolata dentro a un momento di revisionismo storico focalizzato sulla ricerca di un colpevole. Su chi fosse il responsabile vero dell’inclinazione insana di rimettere in discussione le scelte già fatte.
Che poi a cosa serve? Fossimo dotati del pulsante rewind, potrei anche capirlo. Ma no. Non ce l’abbiamo. E allora? Come mai questa prassi resta così diffusa?
Dentro a questa domenica uggiosa, umida di ricordi, ho trovato il responsabile di questo incedere dubbioso, dell’•avrei potuto• e del •se avessi fatto•, e volevo condividerlo:
•La penna cancellabile, la Replay•

Massima stima, invero quindi, alla classica penna a sfera che insegna bene che quello che scrivi resta e punto. Educa con gentilezza a capire che nella vita è davvero inutile ancorare dubbi ai segni già tracciati e allena a riflettere con estrema cura su quali orme tracciare!
Perché non si cancellano.
✨✨✨✨✨
{giusto per sollevarsi un po’ dalle responsabilità, ecco. È colpa sua, della penna cancellabile}
✨✨✨✨✨

Dell’attingere alla gioia

Dell’attingere alla gioia

Quali sono le cose che ti regalano gioia? Nei momenti di massima lucidità bisognerebbe compilare un breve elenco stagionale a cui attingere al bisogno. Tanto per avere sempre alla portato di mano rimedi facili. Nel mio elenco: 1. Le mondine (o caldarroste), rigorosamente fatte nel…