Tag: famiglia

Buon Anno [eccetera eccetera]

Buon Anno [eccetera eccetera]

Di quelle volte che: “oddio, forse mi sono persa”.Ma non era quando stavi cercando l’indirizzo per l’appuntamento con l’occasione che immaginavi da sempre, no. Era piuttosto quando stavi facendo un discorso con l’amica in compresenza dei figli. Era la normalità. Che invece per quell’appuntamento non…

Avvento 3 di 25 #thequietwinter

Avvento 3 di 25 #thequietwinter

🗒 3 di 25 🗒 Se penso alla quiete io ci arrivo solo Lontanamente vicino, per indole.Che se dovessi somigliare a qualcosa allora mi vedrei bene come l’acqua di un torrente così. Quella che la guardi e pare pure beata e calma, ma lavora incessantemente…

Il tuo nome [TrediTre]

Il tuo nome [TrediTre]

Ci si innamora in un istante.

Ma si ama dentro a un tempo immortale. 

Quello che non ha inizio e non ha fine perché non ci appartiene. 

Quello di cui profuma una nuova vita che, nascendo, in un istante ce ne rivela l’aroma.

Perché da lì, 

da quel tempo immortale,

Sempre. 

Arriva.

❤️

#LoveIsAllAround #newlife #Welcome

#dentroalprofumodellamore

#lifeisbetter

#arrivopernatale 

#111218

#𝓉𝓇𝑒𝓋𝑜𝓁𝓉𝑒𝓂𝒶𝓂𝓂𝒶

Ho sentito il Tuo nome, senza saperlo ancora, quella sera in teatro a Carpi. Lo ha pronunciato Alessandro D’Avenia dentro a una storia che sentivo tanto mia. E l’ho sentito ripetere sempre da tua sorella che tanto ha insistito da subito perché fosse proprio quello il Tuo, mentre noi ancora non avevamo certezze.

Mi è bastato ritornarci un attimo in quel momento per capire che era già il Tuo. A quella sera quando io ero dentro a un vestito rosso e tu eri dentro di me, e insieme siamo tornate a casa con un filo rosso incastrato tra le pagine del libro: “Ogni storia è una storia d’amore”. È il mito che racconta: «Ci vuole il genio femminile per affrontare il grande labirinto della vita in cui al centro c’e il Minotauro. Il problema non è la complessità della vita (il minotauro lo rappresenta) ma quanto è forte e lungo il filo che ci ancora a qualcuno e che ci consente di tornare sempre a casa. Una casa, un ritorno a casa, un ritorno là dove si è amati e là dove noi tutti cerchiamo di tendere». E dentro questa attesa speciale tu me l’hai raccontato bene cos’è una storia d’amore e che l’amore salva sempre.

Perciò nel nome che finalmente abbiamo scelto per te c’è tutto questo: che tu sei stata la via d’uscita per comprendere dove per noi fosse prezioso tornare. 

Possa essere il tuo cammino nella vita una bella storia d’amore come tu lo sei stata da subito per noi quando ci hai teso il cappio di questo filo rosso speciale per riportarci vicino al cuore, a casa. E possa contenere l’augurio che, seguendo quel filo, ci salterai sempre fuori:

ARIANNA ❤️

E così le vostre iniziali in fila ci raccontano quello che noi avremmo da sempre voluto leggere:

FAM

{Francesco, Arianna, Maddalena}

Famiglia. 

Mancavi solo tu a renderci possibile di leggerlo davvero!

Una storia da indossare

Una storia da indossare

La mattina prendere un caffè è un gesto che riconosco come corroborante. Credo che per molti lo sia. Secondo me dietro a questa abitudine si nasconde un principio cardine. Il caffè lo devi preparare. Prima non c’è, poi c’è. Resta una di quelle poche cose…

Rimedi alle stampe color rosa aragosta

Rimedi alle stampe color rosa aragosta

In questi giorni abbiamo ricevuto una stampante HP da testare. Una stampante compatibile con un servizio molto innovativo: un abbonamento mensile dosato sul numero di stampe previste, il servizio Instant Ink. La stampante si collega anche direttamente allo smartphone, dal quale cui si possono inviare…

Di cosa significhi avere un fratello

Di cosa significhi avere un fratello

Di cosa significhi avere un fratello.
Azzuffarsi per anni.

Stendere veli pietosi per ricominciare sempre.

Scoprirsi capaci di confronto e sospettare l’adozione.

Confortarsi dentro il leitmotiv di cose che non cambiano e comunque ritornano.

Volersi bene ma tradurlo con dinamiche diverse da quello che i manuali scrivono.

E una mamma (di fratelli che questo fanno) dovrebbe rasserenarsi all’evidenza del trend e diventare filologa di un codice che nessun dizionario riporta alla voce: “attaccamento”.
Ma vediamo in dettaglio.

Mio fratello si è sposato in giugno. Là quando il mondo promette riscossa.

Il caldo arriva. Le ciliegie ci sono ancora. Ci sono anche le giornate invito, che non finiscono troppo presto e durano abbastanza per stendere fuori.
Che se si stendono fuori i panni allora ci si nasconde un po’ meno.
Io sono stata bravissima. Mi ricordo bene.

Ho messo un cappello e ho gestito insieme a lui tutte le mie emozioni.
Mio fratello, quel giorno, ha voluto a tutti i costi che io salissi in macchina con lui. Mica per altro, nessuna questione di supporto emotivo: diceva che se no sarei arrivata in ritardo. Durante il viaggio mi ha detto testuali parole:

«Ascolta, se ti chiedo un piacere riesci a non fare del casino

«Ma è ovvio

«Quando arriviamo davanti alla Chiesa, entra e prendimi il bouquet. La fiorista l’ha lasciato sul banco degli sposi. Tu devi solo entrare, prenderlo e portarmelo. Pensi di farcela?»

«Ma certo! Stai tranquillo

{Non ci credeva in fondo, ma comunque ha voluto crederci, AbbiFede}

Siamo arrivati davanti alla chiesa e lui prima di scendere mi dice: «non attaccare pezze. Vai a prendere il bouquet!».
Così: come la mamma di Cappuccetto Rosso.
Solo che io, invece che fare come Cappuccetto Rosso, sono stata bravissima. E ho obbedito. Sono andata di filato a testa dritta sotto al cappello, a prendere il Bouquet.
Ecco. Solo che lì ho trovato un mondo di mazzi di fiori. Cioè non ce n’era solo uno. A me succede spesso di non capire la corrispondenza delle cose. A me succede spesso di non corrispondere, per altro. Quindi ho preso quello più rotondo. Che rotonda per me è la gioia.
L’ho portato a Fede, AbbiFede.
Sono stata bravissima.
Ma a me succede spesso di non corrispondere.
È arrivata la sposa.
È scesa. Ha guardato il bouquet. E Fede, AbbiFede, ha guardato me. Con uno sguardo così sincero che io ho capito subito: ero riuscita a fare del casino.
Ho rifatto tutta la navata della chiesa in tre falcate.
Ho preso un altro mazzo.
Quello più lungo, come le giornate invito di giugno, che lunga è la strada quando ci si promette Amore.
E l’ho portato fuori.
Allora era quello giusto!
La foto di rito della sposa che incontra lo sposo è con il Bouquet sbagliato, quello rotondo come la gioia. Ma le altre sono tutte con quello giusto, quello lungo, che lunga è la strada quando ci si promette amore. E la gioia bisogna cercarsela (perché lei non ti segue a ruota, va inseguita, ma se si comincia che c’è, almeno la si impara a riconoscere).

E comunque abbiamo fatto progressi: AbbiFede non mi ha morsicato come quando eravamo piccini, e sono pure certa mi voglia bene lo stesso, mia cognata pure.
💐💐💐💐💐

La ricetta perfetta

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Quando chiedo una ricetta di qualcosa a mia nonna lei mi risponde sempre che la ricetta perfetta è saper fare con quello che c’è! 😶😶😶 In effetti ogni giorno ha i suoi ingredienti. Poi sta a chi ci vive dentro (a quel giorno) tirarli fuori e…

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L’emozione, quando va in scena, è fatta così. Assomiglia tanto al bisogno di scostare il sipario calato sul mondo, intorno a quello che è fuori da te. Assomiglia tanto al bisogno di stringersi dentro ad un abbraccio, intorno a quello che è dentro di te.…

Sul loro tempo

Sul loro tempo

Quando vado ai colloqui con le maestre dei miei bimbi la cosa che mi solletica di più il condotto lacrimale, è la percezione della loro effettiva esistenza.

Cioè, mi spiego meglio, io lo so che loro esistono, eccome. Ne ho le prove quotidiane. Ma quando mi trovo davanti a persone esterne che mi parlano di loro, del loro modo di camminare dento ai giorni, del loro tempo che io non vedo, ecco quello mi tocca sempre il cuore.

Perché, in fondo, il fatto che ci sia un tempo che va avanti da solo si traduce proprio nella consapevolezza che loro SONO. É una cosa meravigliosa. È una cosa che comunque, sempre, a me solletica il condotto lacrimale!

Come se davanti ad un Presepe che stai ammirando, ad un certo punto, ti accorgessi che dentro c’è davvero qualcuno che si muove di moto proprio,

qualcuno che calca i passi della tua meraviglia costringendoti all’incanto
🤫🤫🤫🤫🤫

Con indosso gli occhi di un bambino

Con indosso gli occhi di un bambino

E poi Dicembre è il mese di Babbo Natale, dei folletti. Di tutte quelle cose che non le hai mai viste. E diciamocelo, spesso un modo facile per crederci davvero, resta vedere. Ma tu la vedi la fame? La vedi la sete? La vedi la…