Tag: mamme

la Tenerezza per scrivere certezze

la Tenerezza per scrivere certezze

Per questo Black Friday vi propongo in offerta una scatolina. Perché mi piacerebbero tante cose, figurati. Ma una cosa, fra tutte, sarebbe questa: mi piacerebbe mettervi a disposizione una scatolina per i vostri ricordi. E lì ci poserei dentro, oltre a tanto spazio, il suono…

Quelle cose che non si ricordano ma che nemmeno si dimenticano

Quelle cose che non si ricordano ma che nemmeno si dimenticano

Oggi ha compiuto gli anni la mia super Mamma. E pensando a dei regali mi sono trovata a ragionare a quanto lei abbia regalato a me. Nientemeno che la vita e tutto quello da lì in poi passa ed è passato… un po’ tutto, ecco.…

Per stimare il senso del rimanere

Per stimare il senso del rimanere

La stanchezza non può essere la misura di riferimento per stimare il proprio andare.
Cioè, non è perché a sera sei stanco che puoi sentirti pago, no.
È l’inganno sottile ordito da questa società efficientista che te lo fa presumere.
Il segreto sarebbe quello di •aggrapparsi• con entusiasmo alla convinzione contraria:

che se la stanchezza diventa un leitmotiv allora meglio ripensarlo un attimo il proprio andare.

E c’è comunque tanto di tanto prezioso dentro a questa parola •stanchezza• ed è l’invito che sottende (se si ha la grazia di coglierlo); quell’invito a guardare chi ti sta accanto per chiedergli: sei stanco? E dargli una carezza sulla spalla più vicina, per alleggerirla quella stanchezza anche solo riconoscendola.
Perché sì, è vero, la stanchezza non può essere la misura di riferimento per stimare il proprio andare.

Ma quando chi ti sta accanto ti accarezza una spalla e ti riconosce la stanchezza, allora diventa la misura per stimare il senso del rimanere.
Una misura lontana dall’efficientismo ma tanto vicina all’amore. .
✨✨✨✨✨

Tutta colpa della biro cancellabile

Tutta colpa della biro cancellabile

La Domenica ci si siede, a volte. E capita spesso che poi, fermandosi, comincino a muoversi disordinatamente i pensieri. Ti si muovano davanti senza una precisa regia. Oggi sono rimasta un po’ intrappolata dentro a un momento di revisionismo storico focalizzato sulla ricerca di un…

Che l’Amore è sempre quello…

Che l’Amore è sempre quello…

Un pezzettino di città e davanti questa immagine di colori perfettamente intrecciati. Un passaggio delle rotaie che rimanda a treni che sono passati ma anche a quelli che passeranno. A sinistra Lui. A destra Lei. E ho pensato di condividere una riflessione. Tra amiche, negli…

Dell’attingere alla gioia

Dell’attingere alla gioia

Quali sono le cose che ti regalano gioia?
Nei momenti di massima lucidità bisognerebbe compilare un breve elenco stagionale a cui attingere al bisogno.
Tanto per avere sempre alla portato di mano rimedi facili.
Nel mio elenco:
1. Le mondine (o caldarroste), rigorosamente fatte nel camino, da covare, pelare e mangiare tingendosi di nero polpastrelli e bocca.
2. Le erbe aromatiche recise all’aperto da sbriciolare tra le dita.
3. La pasta frolla cruda da modellare e da assaggiare abbondantemente.
4. I tubetti dei colori da mescolare e annusare.
5. Un’amica da chiamare e consolare consolandosi.
6. La neve da aspettare per essere sicuri di fermarsi un attimo.
7. Una tenda da scostare per guardare fuori e essere certi di intravedere quello scorcio che già si conosce ma un po’ diverso.
8. Un bel libro sul comodino da iniziare e leggere l’ultima parola dell’ultima pagina, poi pensarla a lungo e immaginarsela dentro ai giorni.
9. Un paio di ciabatte morbide da indossare e scaldare i passi che ancora restano.
10. I bacini dati ai bimbi mentre dormono, che fanno pure pensare a quelli che non ricordo ma che senz’altro ho ricevuto.
Ecco. Stasera le castagne hanno fatto il loro dovere. E con i polpastrelli ancora neri sento tutta la gioia che mi occorreva!
🌰🌰🌰🌰🌰

Osservare l’imprevedibilità

Osservare l’imprevedibilità

•Osservare• è uno tra i verbi più imprevedibili al mondo. Sarà che era la mia scuola, sarà che amo i viaggi a ritroso ancora più di quelli con la valigia, ma questa parete mi ha catapultato dentro al mondo di tanti anni fa. Quello della…

Come stai adesso?

Come stai adesso?

Io, sinceramente, non mi ci sono mai vista mamma. Ma proprio per niente. E se proprio ci provo a sforzarmi di pensarmi mamma prima di esserlo diventata non ci riesco lo stesso a vedermici. Prima dell’anno zero, intendo. Quello che segna lo spartiacque tra la me Me e la me Mamma.

Allora mi rendo conto che è davvero inutile sforzarsi di immaginarsi di essere quello che non si è, prima di diventarlo.

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Classi da tRE

Classi da tRE

Un, due, tre, Stellaaa ⭐️⭐️⭐️ Pronti via! Qui si comincia così: in una scuola statale fatta di piccoli numeri. In una classe prima composta da tre bambini. Tre. Lo stesso numero di ingredienti del pane: acqua, farina, lievito. Un numero sobrio ma pulito: e io…