Tag: tempo

Buon Anno [eccetera eccetera]

Buon Anno [eccetera eccetera]

Di quelle volte che: “oddio, forse mi sono persa”.Ma non era quando stavi cercando l’indirizzo per l’appuntamento con l’occasione che immaginavi da sempre, no. Era piuttosto quando stavi facendo un discorso con l’amica in compresenza dei figli. Era la normalità. Che invece per quell’appuntamento non…

Di cosa significhi avere un fratello

Di cosa significhi avere un fratello

Di cosa significhi avere un fratello. Azzuffarsi per anni. Stendere veli pietosi per ricominciare sempre. Scoprirsi capaci di confronto e sospettare l’adozione. Confortarsi dentro il leitmotiv di cose che non cambiano e comunque ritornano. Volersi bene ma tradurlo con dinamiche diverse da quello che i…

La prima pagella è rotonda

La prima pagella è rotonda

Sono stata a prendere la Sua pagella.

La prima, della sua classe prima (di ben 3 alunni).

Una giornata rotonda, che rotonda per me è la gioia.
Mi ha emozionato una cosa sopra a tutte: quel suo nome scritto sopra. Il Suo.
Che se mi volto un po’ lontano, ma non molto, quel nome non c’era.

Poi mi è passato in mezzo.
Quel nome che poteva essere un altro, tra i mille che ho pensato, però è quello. Tutto in fila, scritto proprio come lo immaginavo quando era la mia pancia ad essere rotonda (che rotonda per quello è la gioia).

Rotonda anche come una Golia di quelle alla liquirizia. Ne avevo una in bocca quando ho fatto la mia prima morfologica. E me ne ricordo bene perché il ginecologo, per fare girare la primina di cui sopra, mi dava certi colpi sulla pancia che io ho sputato la Golia e si è attaccata al suo ciuffo. Giuro. Io non gliel’ho detto. E lui mi ha fatto tutta la morfologica con la Golia attaccata al ciuffo. E io dovevo trattenermi dal ridere. “È una femmina”, e io ho riso forte: ma non ricordo più se era ancora per la Golia o già solo per la Gioia.

Che io poi pensavo al suono di quel nome lì. Però era un suono solo mio, che somigliava ancora tanto a tutti i miei sogni. Ma questa volta, cari sogni, l’ho sentito bene che quel suono esiste: è questo nome. Quello che le maestre hanno scandito, non io con la pancia tonda che non era che un sogno, loro.

•Quindi è vero davvero•
Capito?
La gioia è rotonda, perché dentro ci stanno i sogni. Quelli veri davvero.
(E ha il sapore di liquirizia, che è femmina pure lei)
😏✨😏✨😏

Sul loro tempo

Sul loro tempo

Quando vado ai colloqui con le maestre dei miei bimbi la cosa che mi solletica di più il condotto lacrimale, è la percezione della loro effettiva esistenza. Cioè, mi spiego meglio, io lo so che loro esistono, eccome. Ne ho le prove quotidiane. Ma quando…

Per stimare il senso del rimanere

Per stimare il senso del rimanere

La stanchezza non può essere la misura di riferimento per stimare il proprio andare. Cioè, non è perché a sera sei stanco che puoi sentirti pago, no. È l’inganno sottile ordito da questa società efficientista che te lo fa presumere. Il segreto sarebbe quello di…

Tutta colpa della biro cancellabile

Tutta colpa della biro cancellabile

La Domenica ci si siede, a volte. E capita spesso che poi, fermandosi, comincino a muoversi disordinatamente i pensieri. Ti si muovano davanti senza una precisa regia.

Oggi sono rimasta un po’ intrappolata dentro a un momento di revisionismo storico focalizzato sulla ricerca di un colpevole. Su chi fosse il responsabile vero dell’inclinazione insana di rimettere in discussione le scelte già fatte.
Che poi a cosa serve? Fossimo dotati del pulsante rewind, potrei anche capirlo. Ma no. Non ce l’abbiamo. E allora? Come mai questa prassi resta così diffusa?
Dentro a questa domenica uggiosa, umida di ricordi, ho trovato il responsabile di questo incedere dubbioso, dell’•avrei potuto• e del •se avessi fatto•, e volevo condividerlo:
•La penna cancellabile, la Replay•

Massima stima, invero quindi, alla classica penna a sfera che insegna bene che quello che scrivi resta e punto. Educa con gentilezza a capire che nella vita è davvero inutile ancorare dubbi ai segni già tracciati e allena a riflettere con estrema cura su quali orme tracciare!
Perché non si cancellano.
✨✨✨✨✨
{giusto per sollevarsi un po’ dalle responsabilità, ecco. È colpa sua, della penna cancellabile}
✨✨✨✨✨

Basterebbe mettersi in ascolto, a volte…

Basterebbe mettersi in ascolto, a volte…

Così: ho avuto una capretta al guinzaglio. Non che ce l’avesse sempre, macchè! Ce l’aveva ogni tanto. Mi serviva per non perderla. Perché l’idea di perderla mi spaventava parecchio. E il guinzaglio mi è servito nel tempo necessario ad addomesticarla all’idea che starmi vicino non…

Dell’attingere alla gioia

Dell’attingere alla gioia

Quali sono le cose che ti regalano gioia? Nei momenti di massima lucidità bisognerebbe compilare un breve elenco stagionale a cui attingere al bisogno. Tanto per avere sempre alla portato di mano rimedi facili. Nel mio elenco: 1. Le mondine (o caldarroste), rigorosamente fatte nel…

Osservare l’imprevedibilità

Osservare l’imprevedibilità

•Osservare• è uno tra i verbi più imprevedibili al mondo. Sarà che era la mia scuola, sarà che amo i viaggi a ritroso ancora più di quelli con la valigia, ma questa parete mi ha catapultato dentro al mondo di tanti anni fa. Quello della…