Mascherina (io ti conosco?)

Mascherina (io ti conosco?)

Compito:

Trova le parole che iniziano per M e colorale.

“Mago”

«Bravo! Adesso coloralo per bene»

E niente lui, #dueditre, impugna un pastello azzurro e fa un tratto deciso che parte dalla punta del cappello e arriva fino ai piedi del mago, in stile Vassily Kandinsky, poi mi guarda e mi dice:

“Ho finito”

«Senti ma tutto azzurro? Almeno coloragli il volto!»

“Mamma ma non hai capito: la faccia è azzurra perché ha la mascherina”

😅

E a guardarvi così in questi tempi, sotto quella mascherina, ci penso.

E ve lo spiego.

Sapete cosa è stato più difficile e non è ancora diventato facile?

Di voi?

La mia posizione scomoda quando vi ho spinto fuori? No.

La mia posizione comoda di dirvi cosa fare? No.

Il mio ordinario tanto sudato finito dentro al frullatore e restituito in omogenizzati? No.

La mia improvvisazione nella parte di mamma che mi risulta goffa come quella di chi sale su un palco senza sapere la parte? No.

Sapete cosa?

Quello di essere stata insignita, senza nessun titolo conseguito, responsabile della vostra •sopravvivenza•.

Che è stato allattarvi, capire se eravate sazi o se quei pianti fossero per la fame di un latte che, forse, non era abbastanza.

Che è stato capire se quel pianto, invece, fosse spinto da qualcos’altro: l’orecchio? La gola? E maledire una laurea in filologia che non ha compreso “l’esegetica del lallaismo”.

Che è stato amare di un amore indiscutibile gli antipiretici, quando il termometro segnava oltre i 40.

Che è stato intervenire quando mi siete arrivati davanti grondanti di sangue in faccia, che, scusa, ma da dove esce?

Che è stato farvi la manovra di distruzione quando mi sono voltata e non respiravate proprio più, che mannaggia quel pezzo di formaggio. 

Che è stato ritrovarvi quando vi ho perso e riscoprirmi a respirare, ma avevo smesso? 

Che è anche, adesso, ripetervi: «mettete dentro il nasino».

Sopravvivenza, 

che poi è vivere SOPRA, OLTRE.

In perfetto stile astratto.

Oltre all’idea che si possa tradurre solo perfezione,

Sopra alla convinzione che bisogna esserci, 

Con un tratto deciso, 

Senza pensarci troppo.

Ma con una valida scusa in testa per farlo apparire sempre, lo stesso, un quadro Meraviglioso

{come quel Mago •tutto• SOLO azzurro}



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