Avvento. Selfies for introverts

Avvento. Selfies for introverts

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Sai quella storia che ogni tanto viene voglia di cambiare e si comincia dai capelli?

Ecco.
Io ho tinteggiato con quelli (i miei capelli) la cucina, mobili compresi.


È venuta abbastanza bene (la cucina) ma per non vedere troppo le imperfezioni bisogna guardarla un po’ da lontano.

Come me.


D’altronde anche per vedere bene un paesaggio bisogna guardarlo dalla distanza giusta, per coglierlo nell’insieme.
Vale per tutto.
Staccarsi un attimo.


Andare un po’ più lontano.

Allargare la prospettiva della stessa visuale, dello stesso problema.


Prendere le distanze.


Per me la sera è un po’ sempre una buona distanza per osservare meglio la giornata.
Non in quei minuti caotici, del momento di picco dell’iperbole, che ti si attaccano addosso come la pasta frolla che avevo io sulle pareti, no.

Nella calma della sera.
A scorgere una visuale più ottimista e generosa, quando l’iperbole ha cominciato la discesa e le pareti sono state ripulite da una mano gentile (che è poi sempre la mia).


Allora in questo giorno 6 dell’Avvento ci metto quella distanza lì.
Quella da prendersi, da regalarsi, da inventarsi.


Quella che a volte va bene anche mettersi le mani davanti agli occhi un istante e dietro sorriderci, mentre l’iperbole è sul picco.


Quella che a volte va bene anche cambiare qualcosa.

Il colore del pipullo (chignon, ndr) o della cucina.

O solo cambiare modo di guardarle quelle cose lì che ci accadono, con la distorsione di un sorriso in più.


❤️
Timida io no.
Ma introversa sì: alla ricerca di distanze sempre diverse sulla •stessa• quotidianità!



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