Il Desiderio

Il Desiderio

Bisogna lasciare che i desideri nascano, crescano e si avvertano come tali. Non è che un desiderio nasca così, dal nulla… Ha bisogno di cure e anche di tempo come tutte le cose! Ci vuole un terreno buono da cui partire. Il terreno buono va creato anzitutto lasciando spazio. Bisogna lasciare dello spazio vuoto perché ci sia posto.


Il concetto è importante: ci vuole il niente!
E poi bisogna lasciare cadere il seme, quello della curiosità. Il seme dell’ascolto e della capacità di guardarsi intorno. Alla ricerca di quel qualcosa che vorremmo per noi. Tra le tante cose, quella che ci manca. Poi ci vuole la cura, bisogna annaffiare con frequenza, tornare a quel seme spesso. Ripensarci e pensarci ancora. E aspettare che cresca e si manifesti. Per sentirlo prendere spazio nel suo terreno, sentirlo irrompere con prepotenza dentro.

Nella nostra società del superfluo credo che siano solo pochi i bimbi ad essere privilegiati in questo senso. Noi anticipiamo sempre le loro richieste e propiniamo loro ogni sorta di oggetto e ogni più svariata attività. Giochi, pennarelli, vestiti, kit per #ognisortadicosa. Danza, teatro, calcio, karatè. Non c’è quello spazio dell’assenza dove possa attecchire il seme. Non c’è il posto, non c’è il terreno. C’è il troppo che esonda ovunque… Quindi non si avvertono i desideri veri ma solo quelli che ci propinano dall’esterno. Falsi desideri e falsi bisogni! Tanto che credo col tempo resti difficile persino redigere una vera lettera a Babbo Natale. E io già mi trovavo a pensare a cosa mettere in atto per stimolare pensieri intraprendenti sulla questione…
Ma la Unodidue mi ha spiazzato! Alla domanda: cosa scriviamo a Babbo Natale? Serenamente risponde: “chiediamo un mazzolino di fiori veri che non appassisca mai, da mettere sul mio comodino”. Che per altro non ha. È una richiesta che mi ha fatto riflettere molto. Sul superfluo di cui la sommergo ogni giorno e sulla sua capacità, perché nonostante tutto essere bambini salva, di trovare un vero desiderio da esprimere! Continua quindi il processo educativo all’inverso!
Io prendo atto e applico, a Babbo Natale chiedo con urgenza questo: di donarmi la pazienza di aspettare che i loro desideri nascano, crescano e maturino. Senza volerli anticipare ad ogni costo! Di lasciare loro quel vuoto necessario perché possa cadere e attecchire il loro seme del desiderio. Di lasciare spazio vuoto, libero! Perché possano conoscere la meravigliosa sensazione dell’attesa e possano scoprire cosa sia, davvero, un desidero. Per conservarne sempre il ricordo del dolce sapore insostituibile, ed essere così capaci, nella loro vita, di lasciare lo spazio dell’assenza sempre, dove far crescere quel miracolo che è il desiderio!
Ci avete provato, voi, ad avere un desiderio? Vi salverà!

[questa citazione di un vecchio tweet è d’obbligo: @CosePerse: Il #silenzio è importante per chi è alla ricerca di qualcosa di bello e grande. Cit RaminBahrami, Nonno Bach https://t.co/hvPhgxSPxI ]



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