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Dell’attingere alla gioia

Dell’attingere alla gioia

Quali sono le cose che ti regalano gioia? Nei momenti di massima lucidità bisognerebbe compilare un breve elenco stagionale a cui attingere al bisogno. Tanto per avere sempre alla portato di mano rimedi facili.Nel mio elenco: Le mondine (o caldarroste), rigorosamente fatte nel camino, da 

Sul Diritto di essere bambini

Sul Diritto di essere bambini

Non so se il mondo di oggi sia ancora tollerante ai bambini. Me lo domando perché mi rendo sempre più conto che quello che si chiede loro è di crescere il più in fretta possibile. Si chiede loro di diventare presto e subito piccoli adulti. 

Osservare l’imprevedibilità

Osservare l’imprevedibilità

•Osservare• è uno tra i verbi più imprevedibili al mondo. Sarà che era la mia scuola, sarà che amo i viaggi a ritroso ancora più di quelli con la valigia, ma questa parete mi ha catapultato dentro al mondo di tanti anni fa. Quello della 

Sguardi diVersi

Sguardi diVersi

Ci sono tanti Versi, sempre, dai quali osservare ogni cosa. Sguardi diVersi, appunto. Ho sempre puntato gli occhi su una parola, tanto preziosa, in maniera insistente e forse troppo spesso in un’unica direzione. •Il talento• Su cosa fosse. Su come si traducesse al meglio. Ho 

Ricetta di amore e errori, la mia.

Ricetta di amore e errori, la mia.

Se penso a una mamma perfetta io la penso un po’ abbondante, morbida: abbondante quanto basta per contenere mille abbracci e morbida quanto basta per attutire gli spigoli dei giorni. Invece poi ci sono io. Stretta e spigolosa come una saggina. La scopa della befana, 

Raccoglitori di tempo

Raccoglitori di tempo

Forse l’ingrediente segreto è tutto il tempo che contengono. Il tempo che gli è servito per imparare che nulla dura in eterno, e che se c’è qualcosa di prezioso è meglio stringerlo forte.Ecco perché sanno accarezzare davvero il cuore:perché tutto il tempo che hanno dentro 

Che fretta c’era?

Che fretta c’era?

Mia mamma mi portava all’asilo con una Diana {Dyane} di un colore indefinibile, decisamente fuori dal bianco e tanto dentro al marrone smunto, ma bellissima. Aveva le ruote anche dentro. Dietro le vedevi quasi. Almeno io sono sicura di averle viste… Davanti un mangianastri che 

Come stai adesso?

Come stai adesso?

Io, sinceramente, non mi ci sono mai vista mamma. Ma proprio per niente. E se proprio ci provo a sforzarmi di pensarmi mamma prima di esserlo diventata non ci riesco lo stesso a vedermici. Prima dell’anno zero, intendo. Quello che segna lo spartiacque tra la 

Classi da Tre

Classi da Tre

Un, due, tre, Stellaaa ⭐️⭐️⭐️ Pronti via! Qui si comincia così: in una scuola statale fatta di piccoli numeri. In una classe prima composta da tre bambini. Tre. Lo stesso numero di ingredienti del pane: acqua, farina, lievito. Un numero sobrio ma pulito: e io 

Primi giorni

Primi giorni

Io me lo ricordo bene il mio primo giorno di scuola. Con la cartella. Non lo zaino, la cartella con la patta. Rossa. Da portare stringendo il pugno per arrotolare meglio l’emozione. L’astuccio aveva una sola cerniera non tre. Che se la aprivi ci trovavi