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Avvento 1di25

Avvento 1di25

🗒 1 di 25 🗒 Sono sempre loro, i colori, anche nel grigio della pioggia.Ma si erano confusi, mescolati.Sono sempre loro, i colori, anche nell’arcobaleno.Quando però, invece che confondersi, si erano stretti vicini in un abbraccio.E allora li riconosci uno a uno.🌈 È bello. Distinguere…

Fedeli a se stessi

Fedeli a se stessi

Che poi caro castagno ammettilo: qualche domanda te la sei fatta anche tu! Tipo quando il ciliegio lì di fianco a te aveva tutti quei frutti rossi e tu niente. Che ti chiedevi: “ma come mai?” Dentro quel tempo di fine primavera in cui ci…

Cosa stai raccogliendo?

Cosa stai raccogliendo?

Io a raccogliere le castagne sono velocissima.
Solo che poi non c’è volta che non scivolo, cado, e si rovescia il secchio.
E in quel momento lì, precisamente quando il secchio rotola verso la scarpata, giù in fondo, quando non lo vedo neanche più perché per fortuna in genere io mi fermo prima di lui, realizzo di dover ricominciare da capo.


AbbiFede, il fratello intelligente, mi ha detto che se è una strategia quella di rotolare tra le frasche pensando di raccogliere le castagne che si incastrano nel maglione, forse è meglio rivedere il programma. Visto che poi, tra l’altro, becco su prevalentemente ricci, da togliersi da dosso prontamente. 😅


Eppure quando recupero il secchio ricomincio a raccogliere castagne e punto.


Nonostante.


Un po’ mi ci sono abituata alle mie cadute. Compreso quelle di stile.
E allora ci pensavo.


Ma quante volte, alla sera, si avverte quel sottile disagio all’idea di dover ricominciare un domani pieno degli stessi gesti, gli stessi proprio, di un oggi e di parecchi ieri?
Che domani si ricomincia spesso, comunque, da capo.
E allora ho capito.
È che va bene lo stesso ricominciare in loop se hai chiaro in testa cosa mettere nel secchio.


Va bene lo stesso ricominciare all’infinito se sai cosa vuoi raccogliere, tutto lì.

Che allora Pazienza i ricci che pungono.
Che allora Pazienza la stanchezza.
Che allora Pazienza le cadute.

Allora, la domanda giusta è:

🌰Lo sai cosa stai raccogliendo?🌰



{Comunque alla fine sono talmente velocissima a raccogliere castagne che i miei figli ne hanno raccolte più di me 😒
E meno male che la storia del paragone, ormai, ho imparato a togliermela da dosso prontamente come i ricci…}


🌰🌰🌰

#coseperse

Un barattolo di sì (e caramelle)

Un barattolo di sì (e caramelle)

Barattolo dei sì per sopravvivere all’estate

Lasciarsi raccogliere

Lasciarsi raccogliere

A volte serve anche questo: •Lasciarsi raccogliere• ❤️ Che gli si dà importanza alle cose che si raccolgono: si inarca la schiena, ci si piega, le si prende su e si trova un posto dove metterle. Lasciarsi raccogliere è decidere di abbassare le barriere per…

Io e la mia vita a pois.

Io e la mia vita a pois.


Che i pois sono i puntini da ricongiungere pazientemente alla sera quando voglio

“trovare un senso a questa storia,

anche se questa storia un senso non ce l’ha”


Che i pois sono quelli che compaiono sul volto dei miei cari vicini, nonché pure parenti stretti, quand’anche incrociano casualmente il mio sguardo a dire: ciao mi tieni X, Y o Z a tua scelta per un attimo che devo fare cose?
Che i pois sono i buchi nei pressi della zona alluce su quelle calze che continuano a restare appaiate. Le uniche che circolano perché quelle nuove e integre spariscono dopo il primo lavaggio

(Che poi sono lì a ricordare che le storie d’amore che durano sono proprio quelle con i buchi, le altre fanno ciao insieme alle caprette di Heidi).


Sono stata dall’estetista. A togliermi i calli sulla zona dell’alluce (Quella dei buchi).
Ma procediamo con ordine:
Ciao Madre, mi tieni Z un paio d’ore?

Ciao fratello vuoi tu tenermi X un paio d’ore che ha la febbre (ma solo a 39 e mezzo, giusto due linee), mentre io vado con Y al corso di teatro?

Grazie.


Consegno Y al corso, volo nella porta pressoché limitrofa dell’estetista e le presento i miei piedi:

“un’ora scarsa per restituire loro dignità è sufficiente?”
“Ma certo, vuoi anche lo smalto?“
“Ma sì. Facciamola in grande dai”.
Smalto rosso.

Che questi piedi devo difenderli meglio dall’oblio in cui sono finiti tra l’inverno e la gravidanza appena terminata; quella in cui: ma dai, giura, ho dei piedi?

Quindi smalto rosso. Bellissimo. “Però scusa sai devo andare. L’ora è finita”.
“Ma non è asciugato!”
“Eh pazienza, Y potrebbe anche decidere di andare a casa a piedi se non mi vede (considerando la distanza di venti minuti d’auto non la vedo bene). Il ragazzo è istintivo oltremodo”.
“Grazie ciao”.
Poi torno a casa con Y. Provo la febbre a X. Allatto al volo Z.

E dimentico ancora i piedi.


Fino a sera.
Io e la mia vita a pois.
Che i pois sono i puntini da ricongiungere pazientemente alla sera, quando voglio

“trovare un senso a questa storia, anche se questa storia un senso non ce l’ha”.


Che i pois sono lo smalto rosso che invece che essere sulle unghie è rimasto tutto attaccato alle calze!
Rosso di sera, bel tempo si spera!
E se ricongiungo i pois esce la scritta:


“Buonanotte”.
💅🏻👋🏻😏

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Il tuo nome [TrediTre]

Il tuo nome [TrediTre]

Ci si innamora in un istante.

Ma si ama dentro a un tempo immortale. 

Quello che non ha inizio e non ha fine perché non ci appartiene. 

Quello di cui profuma una nuova vita che, nascendo, in un istante ce ne rivela l’aroma.

Perché da lì, 

da quel tempo immortale,

Sempre. 

Arriva.

❤️

#LoveIsAllAround #newlife #Welcome

#dentroalprofumodellamore

#lifeisbetter

#arrivopernatale 

#111218

#𝓉𝓇𝑒𝓋𝑜𝓁𝓉𝑒𝓂𝒶𝓂𝓂𝒶

Ho sentito il Tuo nome, senza saperlo ancora, quella sera in teatro a Carpi. Lo ha pronunciato Alessandro D’Avenia dentro a una storia che sentivo tanto mia. E l’ho sentito ripetere sempre da tua sorella che tanto ha insistito da subito perché fosse proprio quello il Tuo, mentre noi ancora non avevamo certezze.

Mi è bastato ritornarci un attimo in quel momento per capire che era già il Tuo. A quella sera quando io ero dentro a un vestito rosso e tu eri dentro di me, e insieme siamo tornate a casa con un filo rosso incastrato tra le pagine del libro: “Ogni storia è una storia d’amore”. È il mito che racconta: «Ci vuole il genio femminile per affrontare il grande labirinto della vita in cui al centro c’e il Minotauro. Il problema non è la complessità della vita (il minotauro lo rappresenta) ma quanto è forte e lungo il filo che ci ancora a qualcuno e che ci consente di tornare sempre a casa. Una casa, un ritorno a casa, un ritorno là dove si è amati e là dove noi tutti cerchiamo di tendere». E dentro questa attesa speciale tu me l’hai raccontato bene cos’è una storia d’amore e che l’amore salva sempre.

Perciò nel nome che finalmente abbiamo scelto per te c’è tutto questo: che tu sei stata la via d’uscita per comprendere dove per noi fosse prezioso tornare. 

Possa essere il tuo cammino nella vita una bella storia d’amore come tu lo sei stata da subito per noi quando ci hai teso il cappio di questo filo rosso speciale per riportarci vicino al cuore, a casa. E possa contenere l’augurio che, seguendo quel filo, ci salterai sempre fuori:

ARIANNA ❤️

E così le vostre iniziali in fila ci raccontano quello che noi avremmo da sempre voluto leggere:

FAM

{Francesco, Arianna, Maddalena}

Famiglia. 

Mancavi solo tu a renderci possibile di leggerlo davvero!

Istanti preziosi e rimedi

Istanti preziosi e rimedi

Fondamentalmente tutte le foto che non si stampano rischiano di andare perse. Noi l’abbiamo già sperimentato, mio malgrado! È vero che gli istanti preziosi trovano uno spazio nel cuore e da lì non scappano, ma è anche tanto bello ripercorrerli con gli occhi! Ecco perché cerco…